C’è un luogo, incastonato tra le montagne della Carnia, che sembra uscito da una fiaba dimenticata. Un borgo silenzioso e intimo, dove ogni pietra racconta una storia, ogni finestra affacciata sulle Alpi sembra aprirsi su un tempo diverso. Questo luogo si chiama Illegio, ed è una piccola meraviglia del Friuli-Venezia Giulia, nel cuore della provincia di Udine.

Non ci si aspetterebbe che un borgo di appena trecento anime possa ospitare una delle mostre d’arte più sorprendenti d’Italia. Eppure, è proprio qui che ogni anno, da oltre vent’anni, prende vita una mostra internazionale che porta a Illegio opere provenienti da tutto il mondo, spesso mai esposte prima in Italia. Un evento che fonde spiritualità, bellezza, silenzio e contemplazione in una cornice che sembra fatta apposta per accogliere l’arte con rispetto e stupore.
La mostra del 2025: “Ricchezza” – il vero tesoro dell’essere umano
Il tema di quest’anno è “Ricchezza”: ma non quella materiale, fatta di oro o possedimenti, bensì quella intima, interiore, spirituale, che l’arte riesce a evocare, interrogare e spesso rivelare. Un viaggio visivo e concettuale tra dipinti, sculture e opere capaci di parlare del valore nascosto dietro ciò che possediamo… e, ancor di più, dietro ciò che siamo.
L’esposizione, curata con sensibilità e profondità da don Alessio Geretti, si svolge nella Casa delle Esposizioni di Illegio e raccoglie ben 50 opere straordinarie, provenienti da musei internazionali ma, soprattutto, da collezioni private di altissimo livello. Opere che non sono mai state pubblicate né esposte prima al pubblico, e che si possono vedere solo qui, tra le montagne silenziose del Friuli. Un’occasione unica e irripetibile.
Tra le opere che più mi hanno colpita:
un San Francesco avvolto nella povertà che diventa luce;

una tela intensa in cui il concetto di dono si trasforma in gesto pittorico;
alcuni straordinari ritratti femminili, dove la vera ricchezza sembra essere nascosta negli sguardi e nei silenzi.
E poi, con stupore e meraviglia, ci si trova davanti a nomi che hanno fatto la storia dell’arte mondiale: Caravaggio, Picasso, Tiepolo, solo per citarne alcuni. Vederli riuniti in un luogo così raccolto, intimo, quasi nascosto, è un’emozione rara, un privilegio.

Ma ciò che mi ha colpito più di ogni altra cosa è il messaggio profondo che attraversa molte delle opere esposte: la vera ricchezza non si misura in denaro o oggetti preziosi, ma in amore, affetto, relazioni. In molti quadri si percepisce con chiarezza che ciò che dà senso alla vita umana è il legame con l’altro, lo scambio, la presenza.
Secondo me, la vera ricchezza è relazionale. E la mostra sembra volerlo ricordare a ogni passo, con immagini che raccontano famiglie, abbracci, attese, perdoni, sguardi. È un’arte che parla al cuore, che risveglia memorie, che tocca corde profonde.
Un evento ancora troppo poco conosciuto
La mostra di Illegio è uno di quegli eventi che non fanno rumore, ma che ti restano dentro. È un segreto ben custodito, purtroppo ancora poco pubblicizzato al di fuori del Friuli. Eppure, merita attenzione quanto – se non più – delle grandi rassegne delle metropoli. Perché qui l’arte è un’esperienza viva, personale, quasi sacra.
Qui, il tempo rallenta. Si cammina piano, si ascolta, si osserva. Ogni opera è una domanda, ogni sala un momento di silenzio da condividere con sé stessi.
Illegio: il borgo che ascolta l’arte
Visitare Illegio durante la mostra è un’esperienza completa. Il borgo stesso diventa parte dell’opera: le sue case in pietra, le viuzze silenziose, le montagne tutt’intorno, la spiritualità che si respira a ogni angolo. Da non perdere il sentiero che porta all’eremo di San Floriano, sospeso nel tempo e nella quiete.
Un invito al viaggio e alla meraviglia
Se cercate una mostra che non sia solo da vedere ma da sentire, allora Illegio è la vostra destinazione. Lasciatevi guidare dal cuore, dal bisogno di bellezza, dal desiderio di trovare una forma di ricchezza che non si può comprare, ma solo accogliere.
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🎥 Vuoi scoprire com’è davvero la mostra di quest’anno? Ti porto con me a Illegio, tra opere d’arte, silenzio e incanto.
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