Titolo: Chiuditi dentro (titolo originale: Lock Every Door)
Autore: Riley Sager
Genere: Thriller psicologico, suspense gotica
Editore italiano: TimeCrime
Anno di pubblicazione italiano: (2022)
Valutazione utenti Amazon Italia: ~ 3,9 / 5

Una promessa che cattura… fino a un certo punto
Riley Sager è diventato uno di quegli autori di cui leggi tutto stando convinta che il prossimo libro sarà ancora più forte, più sorprendente. E spesso lo è: ambientazioni evocative, atmosfera tesa, mistero che invita a girare pagina. Chiuditi dentro non fa eccezione: la premessa è intrigante, con un palazzo lussuoso, regole strane, segreti nascosti, una protagonista coinvolta in qualcosa che pare troppo bello per essere vero.
E infatti, finché l’atmosfera rimane sospesa, il romanzo sa come intrappolare il lettore. Le descrizioni del Bartholomew, le regole da custode (“apartment sitter”), la sensazione che qualcuno osservi e che il tempo sia diverso lì dentro: tutto questo tiene alta la tensione.
Il mio pensiero: tre stelle con riserva
Nonostante tutto questo, ho dato Chiuditi dentro 3 stelle su 5. Non perché sia un cattivo thriller — anzi, ci sono molte parti che ho apprezzato — ma perché qualcosa nel finale mi ha lasciata con la sensazione che manchi quel qualcosa in più.
Il climax finale, che nei primi due libri di Sager mi era parso superlativo, qui mi è sembrato più prevedibile.
Ho avuto la sensazione che, dopo una costruzione attenta del mistero, il risultato arrivi un po’ in fretta, con meno sviluppo di quanto avessi sperato.
Alcuni dettagli mi sono sembrati anticipati troppo, oppure le intuizioni troppo ovvie per chi legge molto thriller.
In sintesi: amo la scrittura di Sager, amo l’idea, amo il pathos, ma Chiuditi dentro non ha superato la prova del “finale che sorprende davvero” come i suoi migliori.
Cosa ne pensa il pubblico
Le opinioni che ho raccolto somigliano molto alla mia esperienza personale. Ecco alcuni punti ricorrenti:
✅ Aspetti che piacciono
Atmosfera immersiva: molti lettori dicono che il palazzo Bartholomew sia ben descritto, inquietante, elegante, quasi un personaggio.
Suspense costante: le regole misteriose, i segreti nascosti, la necessità di scoprire cosa ci sia dietro l’“appartamento da custode”, tutto questo crea attesa e coinvolgimento.
Scrittura fluida: stile scorrevole, ritmo che spinge a leggere.
❗ Critiche e riserve
Sensazione di déjà-vu: alcuni lettori segnalano che gli elementi usati da Sager negli altri romanzi si riecheggiano qui — palazzo misterioso, custode, segreti di vicini, regole strane etc. Meno originalità nella struttura.
Finale troppo “ordinario” o scontato: come te, molti si aspettavano qualcosa di più sorprendente. Non che il finale sia brutto, ma la tensione costruita non sempre viene ricompensata con un colpo di scena travolgente.
Ritmo altalenante: alcuni passaggi sembrano dilungarsi troppo, con background, introspezione o dialoghi ripetitivi, prima che la storia decolli davvero.
Perché alcuni libri “funzionano” più di altri
Credo che la differenza tra un thriller che ti dà 5 stelle e uno che “solo” ti intriga stia soprattutto in:
- Originalità del twist: più è imprevedibile, più colpisce.
- Bilanciamento costruzione vs climax: se la suspense viene costruita bene, ma il finale sembra troppo “automatico”, resta una sensazione di insoddisfazione.
- Sviluppo dei personaggi: se riesci a sentire davvero cosa prova, a leggere tra le ombre delle loro paure, il viaggio vale più del finale.
Con Sager, questo equilibrio funziona molto bene nei primi libri, ma a volte, come in Chiuditi dentro, si percepisce che il finale è già in qualche modo anticipato, o che le sorprese non siano così profonde come si sperava.
Confronti con altri titoli dello stesso autore
In Home Before Dark o The House Across the Lake, molti lettori dicono che i colpi di scena sono più “shock” e il mistero più oscuro e meno prevedibile.
In altri romanzi invece, come Chiuditi dentro o La casa oltre il lago, si ripetono ambientazioni claustrofobiche, regole di custode o isolamento, personaggi un po distaccati, e finali che soddisfano, ma non travolgono.
Conclusione personale
Per me, Riley Sager resta un autore che vale la pena leggere. È bravo a costruire suspense, a creare ambientazioni che restano impresse e a tenere il lettore incollato al libro. Ma Chiuditi dentro è il tipico esempio di quando tutta questa costruzione di mistero e attesa non trova un finale che, almeno per me, sia all’altezza delle aspettative più alte.
Dare 3 stelle non significa disprezzare il libro, ma riconoscere che è uno splendido esercizio di stile e tensione, che però non regala la sorpresa che ti fa dire “Wow, non l’ho visto arrivare”.
Se ami Riley Sager, continuerò a seguirlo, sperando che nei prossimi romanzi riesca a giocare con la formula in modo più audace, magari rischiando un finale meno convenzionale.

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