Avevo iniziato Ghost Camera di Darcy Coates pensando di immergermi in un lungo romanzo infestato, pieno di misteri e atmosfera creepy cozy. Quelle letture perfette per una sera di pioggia, con una tisana calda accanto e tutte le luci soffuse.

E invece mi sono ritrovata a finire la storia principale molto prima del previsto.

Non perché non mi fosse piaciuta, anzi. Il problema è stato proprio l’opposto: mi aveva presa così tanto che non ero pronta a lasciarla andare dopo appena un centinaio di pagine.

Trama di Ghost Camera

La storia ruota attorno a una vecchia macchina fotografica trovata quasi per caso. All’inizio sembra solo un oggetto vintage un po’ inquietante, ma ogni fotografia scattata inizia lentamente a mostrare dettagli impossibili da spiegare.

Sagome. Presenze. Figure che nelle stanze non dovrebbero esserci.

Più la protagonista cerca di capire cosa stia succedendo, più cresce quella tensione silenziosa tipica dei libri di Darcy Coates.

Non è un horror pieno di gore o scene scioccanti. È un horror lento, atmosferico, fatto di silenzi, stanze vuote e quella costante sensazione che qualcosa stia osservando nell’ombra.

L’atmosfera cozy horror che adoro nei libri di Darcy Coates

La cosa che continuo ad amare di Darcy Coates è il modo in cui riesce a rendere l’horror quasi “confortante”.

Le sue storie hanno sempre quell’estetica cozy gothic fatta di case antiche, corridoi poco illuminati, pioggia contro le finestre, fantasmi malinconici e tensione lenta che cresce pagina dopo pagina.

Anche Ghost Camera ha esattamente questa vibe. È il tipo di libro che ti fa venir voglia di leggere sotto una coperta mentre fuori fa freddo.

I personaggi

Essendo una novella breve, i personaggi non hanno uno sviluppo profondissimo, ma funzionano bene all’interno della storia.

La protagonista è credibile e abbastanza naturale da rendere facile entrare subito nella vicenda. Però il vero cuore del libro resta il mistero della macchina fotografica.

Ogni nuova immagine scoperta aumenta il senso di inquietudine senza bisogno di esagerare.

La mia opinione su Ghost Camera

Ho adorato l’atmosfera di questo libro. Davvero tantissimo.

Mi ha dato esattamente quel feeling da ghost story classica che cerco spesso nei cozy horror: inquietante ma anche immersivo e quasi rilassante da leggere.

Quello che mi ha spiazzata è stato scoprire che la storia principale occupa solo una parte del volume.

Pensavo di avere tra le mani un romanzo lungo oltre 300 pagine, invece dopo circa cento pagine la trama finisce e il resto del libro continua con racconti brevi separati.

Non lo sapevo prima di iniziare e il cambio mi ha completamente interrotta nel mood della lettura.

Le short stories successive non sono brutte, ma io ormai ero troppo coinvolta nella storia della Ghost Camera per riuscire a “staccarmi” così in fretta.

Attenzione: il libro contiene anche short stories

Secondo me è una cosa importante da sapere prima di iniziare il libro.

Se amate le raccolte di racconti horror probabilmente lo apprezzerete molto, perché permette di leggere una storia alla volta con calma, quasi come una serie di piccole ghost stories da gustarsi la sera.

Se invece cercate un romanzo unico, lungo e super immersivo, potreste restare sorpresi come è successo a me.

Ed è un peccato, perché la storia principale aveva un potenziale enorme e avrei letto volentieri altre 300 pagine ambientate in quel mondo.

Vale la pena leggerlo?

Secondo me sì, soprattutto se amate gli horror atmosferici e le storie di fantasmi più malinconiche che spaventose. Ghost Camera riesce a creare un’atmosfera cozy gothic davvero bellissima, fatta di silenzi, misteri e inquietudine sottile.

È una lettura breve ma super immersiva, perfetta per chi cerca un horror leggero, autunnale e pieno di vibes creepy cozy.

L’unica cosa da sapere prima di iniziare è che non si tratta di un romanzo lungo e continuo, ma di una novella accompagnata da altri racconti brevi. Se entrate nella lettura con questa aspettativa, probabilmente riuscirete ad apprezzarlo molto di più di quanto abbia fatto io all’inizio.

Perché sì… dopo aver finito Ghost Camera avevo solo voglia di restare ancora dentro quell’atmosfera inquietante e cozy un altro po’.

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